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Crítica al romanzo Una Casa nel Buio/ Uma Casa na Escuridão, in Strada Nove, 16/06/2004.

 

Davide Berselli.

 

Il senso di tutto, alla fine, è l'amore. È per dire questa semplice disarmante verità che Josè Luis Peixoto ci consegna il suo nuovo romanzo, “Una casa nel buio”, edito da La Nuova Frontiera come il precedente “Nessuno sguardo”.


Tra i due libri risuonano numerose assonanze: lo stesso canto della solitudine che l’autore portoghese innalza senza scadere nella lamentela, la stessa dimensione epica e fantastica dei personaggi e delle vicende narrate, la stessa, ineluttabile forza di gravità che sprofonda uomini e donne nella rete del destino.


C’è una casa, lontana da tutto e tutti, dove vivono uno scrittore, sua madre e una schiava. A sconvolgere la loro vita arriva prima l’emozionante scoperta della musica, nel corpo di un violinista, e poi la cieca violenza degli invasori, guerrieri crudeli che mutilano gli abitanti della casa ai quali si aggiungono il principe di calicatri, il visconte di dedodida e nessuno.


Peixoto ci regala un piccolo universo allegorico dove convivono odio e amore, violenza e affetto; è una realtà dove il passare del tempo non ha importanza, perché sono i gesti del presente che contano, sono le pulsazioni del cuore che governano ed ordinano la giornata. Potremmo definire “Una casa nel buio” un romanzo a tema, ma per la forza del suo messaggio, per la sacralità degli argomenti, per la delicata attenzione con la quale questi sono trattati, forse è più giusto parlare di parabola. Niente di trascendentale nell’opera di Peixoto, che anzi è solido nel parlare dell’uomo e dei suoi istinti; eppure, c’è un senso religioso nel trattare la storia, un rispetto profondo nel parlare d’amore, il motore della vita e dei suoi accidenti. Lo stesso modo di scrivere del portoghese, con le sue formule ripetute, con il suo andamento da litania, le invocazioni ricche e poetiche, avvicinano la prosa alla forma della preghiera: non è forse indicativa la scelta di brani dal Libro dei Salmi come epigrafi dei sette capitoli?


Peixoto è grande nell’avvicinarsi ad un tema immenso e difficile come l’amore senza scottarsi: perché non è presuntuoso eppure è un ottimo narratore, perché non parla complicato eppure è profondo. Ogni singola parola, ogni personaggio, ogni brandello della storia è fatto d’amore; i protagonisti di “Una casa nel buio” si aggrappano come naufraghi all’amore per non cadere nel buio e nella morte, per vivere. E chi legge Peixoto si aggrappa alla sua poesia per non scivolare nel grigio che ci circonda.

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publicado às 16:36




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